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…C’ERA UNA VOLTA…
In un antico paese dell'Oriente, un
potente Principe, mentre era in viaggio per visitare i villaggi
della sua nazione, si fermò in un vecchio castello che era stato
trasformato in carcere. Il direttore della prigione, desiderando
festeggiare l'arrivo del suo Principe, decise di concedere la libertà
ad un prigioniero e chiese al Principe di indicarne il nome. Questi,
prima di decidere, volle parlare con coloro che erano in quel
carcere e ben presto si accorse che tutti affermavano di essere
innocenti. Alcuni parlavano di equivoci, altri di in- giustizia,
altri di false accuse e altri ancora di oppressione e cattiva volontà
da parte dei giudici nel giudicarli. Sembrava che essi fossero in
quel luogo soltanto perché erano stati trattati ingiustamente.
Era quasi giunto al termine della
visita quando il Principe si fermò a parlare con un uomo che
riconobbe di essere stato condannato giustamente per i crimini che
aveva commesso ma dei quali si pentiva sinceramente.
Sentendo questa confessione il
Principe decise di far liberare immediatamente quel prigioniero. I
compagni, notando quanto era accaduto, si resero conto del loro
sbaglio; essi non erano stati pronti a riconoscere i propri errori
mentre colui che lo aveva fatto con umiltà e pentimento aveva
ottenuto la tanto sospirata libertà.
LA SPIEGAZIONE DEL RACCONTO
Questa è una storia che viene
raccontata in molti paesi del mondo e spesso con scopi diversi. Ma
perché oggi l'abbiamo raccontata anche noi? Ebbene, seguimi nel
ragionamento che sto per farti e avrai la spiegazione. Riprendiamo,
quindi a considerare il nostro racconto e i suoi personaggi.
Incominciamo da vecchio castello ove ha inizio la storia:
L’ARRIVO DEL
PRINCIPE AL CASTELLO
L'antico castello rappresenta nella
realtà il mondo, creato da Dio, per farvi abitare gli uomini nella
gioia e nella pace. Essi però con la loro avidità, violenza,
egoismo e con la loro cattiveria, rovinarono: tutto ciò che Dio
aveva fatto. Fu così che questo mondo divenne una prigione dove
ognuno, ugualmente colpevole, non aveva alcuna possibilità di
essere liberato.
Se
il castello, trasformato in prigione, rappresenta il nostro mondo,
chi può mai rappresentare il Principe che un giorno vi giunse? Noi
siamo certi che tu conosci il suo Nome, ma... certamente non Lo
conosci così come dovresti. Egli è GESU' di Nazaret, il FIGLIO DI
DIO, il PRINCIPE DELLA PACE come la Bibbia Lo chiama.
IL PRINCIPE INDAGA
Come
il Principe della storia parlò con ciascuno di essi, così Gesù,
il nostro Principe che è venuto nel mondo, è stato per un certo
tempo in contatto diretto con gli uomini parlando con loro. Anzi,
dato che Egli è il Figlio di Dio ancora oggi è presente in mezzo a
noi e ci parla in tanti modi perché vuole aiutarci e liberarci dai
nostri peccati.
Ma
qual'era la risposta che spesso Gesù riceveva ai suoi tempi e qual'è
la risposta che ancora oggi gli uomini Gli danno? Quasi sempre
avviene come nella nostra storia dove ogni prigioniero affermava di
essere innocente.
Tutti
affermano infatti di essere delle brave persone; di non aver fatto
mai niente di male e che se anche hanno fatto qualche sbaglio si
tratta soltanto di errori non gravi.
Ma
tu, caro piccolo amico, puoi vedere facilmente quanto male c'è nel
mondo. La gente ruba o uccide con grande facilità; si offendono gli
amici, si risponde male ai genitori e si commette ogni sorta di
cattiveria.
UN
UOMO SINCERO FU LIBERATO
Riprendendo a considerare la nostra
storia notiamo che vi fu un solo prigioniero a riconoscere di aver
sbagliato e per questa sua sincerità fu liberato! Forse ti sembrerà
una cosa sensa senso che una persona rIconosciutasI colpevole sia
stata liberata. Eppure questo è quanto Il Signore Gesù vuole da
noi. Egli vuole che noi riconosciamo con umiltà i nostri peccati e
a tutti coloro che sono pronti a fare questo Gesù dà il perdono e
la libertà dal male. Come infatti quegli uomini erano prigionieri a
causa del male fatto, così anche noi, sia che siamo delle persone
adulte o dei ragazzi o ragazze, siamo prigionieri del male che è in
noi e che ci costringe a commettere ogni sorta di cattiveria.
Adesso sentiamo la necessità di
dirti ancora una cosa. Il nostro Principe, Gesù, vedendo tutti ,gli
uomini prigionieri dei loro peccati, decise di dare la propria vita
in cambio della loro libertà.
Fu per questo che Egli, 2000 anni
fa, morì sulla croce, spezzando le catene del peccato che ci
tenevano prigionieri e aprendoci le porte della prigione.
Oggi
Egli ci chiama anzi chiama personalmente ciascuno di noi e chiunque
lo desideri può essere liberato per sempre dal peccato. Non vuoi
rispondere anche tu al Suo invito ed andare a Lui?
Dopo aver letto questo opuscolo
appena sarai solo chiedi al Signore perdono per i tuoi peccati,
digli che Lo accetti come tuo Salvatore e Signore e che da ora in
poi vuoi vivere guidato da lui e dal momento che lo farai ti
sentirai veramente felice e non più schiavo di tante cattiverie.

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