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Diversi
anni fa, quando si parlava degli evangelici, si sentiva spesso dire
"loro sono evangelisti". Essere chiamati evangelisti è,
in un certo senso, un complimento, perché sono i quattro
evangelisti coloro che ci hanno trasmesso la buona notizia di Gesù
Salvatore; inoltre è anche vero che noi evangelici amiamo parlare
delle nostre esperienze personali col Signore. Siamo presenti su
tutto il territorio nazionale, con tende di evangelizzazione, marce
per Gesù, oltre duemila sale di culto, librerie, concerti "gospel"
e servizi religiosi trasmessi per radio e televisione.
Ma
chi siamo veramente? Tanto per cominciare, non seguiamo
"un'altra religione," ma semplicemente siamo cristiani, crediamo
in Dio (Padre, Figlio e Spirito Santo) e nella Chiesa del Signore
UNICA, SANTA ED INDIVISIBILE, la quale, superando barriere umane di
nome, lingua o razza, raccoglie tutti coloro che hanno fondato la
loro fede sulla salvezza tramite il sacrificio di Gesù sulla croce
e sull'insegnamento dell'immutabile Parola di Dio, la Bibbia. Il
nome cristiano venne dato per scherno, anticamente, ai
cristiani di Antiochia, perché "seguivano Cristo". Anche
noi diciamo non tanto di essere nati cristiani, ma di esserlo
diventati "nascendo di nuovo (secondo il comandamento dato da
Gesù nel Vangelo di Giovanni, 3:3). Siamo convinti che la nostra
vita dovrà rendere buona testimonianza al nome che portiamo.
Poi,
siamo evangelici. La parola vangelo vuole dire BUONA NOTIZIA;
Gesù è il Figlio di Dio, venuto su questa nostra terra per darci
"una nuova vita", la possibilità cioè di ricominciare un
rapporto con Dio nostro Padre, che noi, come il figliuol prodigo,
avevamo perso a causa dei nostri peccati - e questa è una buona
notizia! C'è un nuovo inizio in Cristo, che è l'unica via per
ritornare al Padre, come disse Lui stesso"" (Vangelo di
Giovanni, 14:8).
Siamo
famiglia; "siete concittadini dei santi, e membri della
famiglia di Dio", dice Paolo nella sua lettera ai cristiani di
Efeso (2:19). Di solito ci chiamiamo fratelli e sorelle, e
le nostre comunità danno quel senso di "famiglia
allargata", nella quale tutti possono conoscersi e mostrare
fraternamente l'amore del Signore. Re Davide, nel Salmo 68, scrive:
"Padre degli orfani e difensore delle vedove è Iddio nella
dimora della Sua santità; Dio dona al solitario una famiglia, trae
fuori i prigionieri e dà loro prosperità..." In questo senso
ogni comunità di credenti diventa un luogo dove chiunque potrà
trovare una nuova fami- glia nella fede, pur con tutti i difetti che
ancora ci accompagneranno finche saremo su questa terra.
Infine,
siamo uno. AI di là dei diversi nomi scritti fuori delle
sale evangeliche, frutto del ricordo di vari momenti di risveglio, o
di particolari enfasi dottrinali, abbiamo tutti condiviso la buona
notizia del Vangelo: Gesù Cristo ci ama, ha vissuto una vita santa,
senza peccato, 'e l'ha poi offerta a Dio come riscatto per la nostra
e per la tua; poi è risorto dai morti, per dimostrare a tutti che
Lui è Dio; è asceso al Padre e ci ha dato lo Spirito Santo, che
vive con noi e ci fortifica nella nostra testimonianza. Tutto questo
Dio lo offre anche a te. Egli ha amato così tanto il mondo, che ha
dato il Suo Figlio unigenito, in modo che nessuno debba vivere nella
morte e nel giudizio di Dio, ma abbia la Vita Eterna! (Giovanni
3:16).

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