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"La mia musica..."

di Valerio .Mungai

" Una musica diversa da tutte le altre con un messaggio preciso e chiaro e che soprattutto mi parlasse di Gesù il mio Signore."


Fino a qualche anno fa la mia razione quotidiana di musica consisteva in molta west coast (una fusione di folk americano) condita con un pizzico di pop rock inglese e una grattugiata di "cantautori" nostrani.

Era in sostanza un tipo di musica che gradivano anche molti miei coetanei che come me passavano ore ad ascoltare a riascoltare a "meditare" i brani che ci proponevano i nostri idoli (ed erano idoli sul serio!).

 

Ma un giorno del 1978 ho incontrato Gesù, ed è stato un incontro meraviglioso e sconvolgente; la mia vita vuota era diventata una vita esuberante e man mano che scoprivo questa nuova realtà che palpitava in me mi rendevo conto che anche i miei gusti musicali avevano subito una trasformazione.

 

Le canzoni che tanto amavo non mi dicevano più niente poiché le sensazioni artificiali non mi interessavano più; ne desideravo di vere e compresi subito che solo una musica autenticamente cristiana poteva darmele. Una musica diversa da tutte le altre con un messaggio preciso e chiaro e che soprattutto mi parlasse di Gesù il mio Signore.

 

Con grande meraviglia scoprii che il popolo di Dio era un popolo che cantava molto ed esisteva una produzione "mondiale" di buona musica cristiana per tutti i gusti e tutte le età.

Chiaramente la mia scelta di giovane cadde sui RITMI che ho sempre prediletto come il country, il blues, lo swing e il rock, ma la musica costruita sopra tali basi tecniche doveva avere e deve avere una sorgente del tutto speciale per potersi definire cristiana: un cuore ripieno dello Spirito Santo e una mente rinnovata da Cristo Gesù.

 

Soltanto con queste premesse una melodia può produrre risultati che glorifichino Dio ed elevino l'animo di chi l'ascolta.

Ritengo importante sottolineare che gli eccessi e il continuo uso dei ritmi che danno vita e sono base di tutte le espressioni della musica moderna possono vanificare il fine e gli scopi della musica cristiana.

 

Stili musicali come l'hard rock e l'heavy metal che tanto hanno fatto discutere  per i risultati deleteri che hanno prodotto nei giovani, e in particolare per il messaggio deviante che hanno portato, non sono altro che l'estremizzazione e l'esasperazione dei ritmi più classici e moderati.

 

Ultimamente ho avuto tra le mani una tastiera computerizzata, uno strumento molto versatile, che è in grado di riprodurre ritmi tra i più noti. C'è però la possibilità, tramite un apposito comando, di velocizzare o rallentare l'esecuzione della base ritmica; è un po' come l'acceleratore di una vettura. Selezionando il ritmo rock ed agendo sull'apposito comando è facile produrre l'hard rock, estremizzazione del precedente.

Ritmi conosciuti come beat o rock, ad esempio, se usati delicatamente ho trovato che possono fare da base ritmica ideale per decine e decine di cantici dei nostri innari, anche i più classici.

 

Ho voluto dire questo in parole molto semplici, e in modo certamente inesauriente, per evidenziare la grossa differenza che c'è tra ritmi e stile nel suo significato più esteso; i primi, come le sette note fanno parte di tutto ciò che è la parte tecnica della musica; mentre invece quando parliamo di stili, dobbiamo ricordarci che uno "stile" cristiano genuino può essere prodotto solo da un cuore reso nuovo dall'opera e dall'azione dello Spirito di Dio. 

 

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