Apocalisse

La rivelazione di Gesù Cristo

La  visione del Figlio dell'Uomo

Studio n. 2    Cap. 1:9-20

 


 

 

 

Apocalisse 1:9 Io, Giovanni, vostro fratello e vostro compagno nella tribolazione, nel regno e nella costanza in Gesù, ero nell'isola chiamata Patmos a causa della parola di Dio e della testimonianza di Gesù.10 Fui rapito dallo Spirito nel giorno del Signore, e udii dietro a me una voce potente come il suono di una tromba, che diceva: 11 «Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette chiese: a Efeso, a Smirne, a Pergamo, a Tiatiri, a Sardi, a Filadelfia e a Laodicea».

 

Giovanni descrive la sua esperienza

 

Patmos

Giovanni si trovava sull’isola di Patmos una specie di penitenziario dell’Impero Romano (ancora oggi molti penitenziari si trovano su isole) ed essendo l’isola ricca di marmi e miniere i prigionieri erano assegnati ai lavori forzati.

 

Cenni storici

La prima ondata di persecuzioni colpì la Chiesa dopo il martirio di Stefano (Atti 8:1-4) ed ebbe due effetti:

l’evangelizzazione della Giudea e della Samaria (a compimento della prima parte del grande mandato di Cristo – Atti 1:8) e la salvezza di tante famiglie cristiane dalla tremenda distruzione che stava per abbattersi su Gerusalemme (nel 70 dC).

 

La seconda ondata di persecuzioni avvenne durante il regno di Nerone (54-68 dC) in seguito al grande incendio di Roma per il quale furono accusati i cristiani. Da quel tempo a varie ondate la persecuzione colpì la Chiesa fino all’avvento di Costantino (314 dC).

 

Tradizionalmente si ritiene che Giovanni fu recluso a Patmos al tempo dell’Imperatore   Domiziano    (81-96 dC -

fu uno dei peggiori persecutori – si riteneva divino – i suoi editti iniziavano con “il vostro signore e dio Domiziano comanda….”; chiaramente tali convinzioni causarono la repressione di chi come i Giudei e i Cristiani mai avrebbero accettato di offrirgli un culto)  e che alla morte dello stesso fu liberato e ritornò ad Efeso dove pose per iscritto il libro. La data tradizionale dell’Apocalisse – 95/96 dC - è quindi legata a questi eventi storici.

 

Il chiaro riferimento alle persecuzioni violente che in quel tempo stavano attraversando le chiese (v.9) – mentre in precedenza i governatori romani si erano dimostrati spesso clementi e imparziali nei confronti degli Apostoli (vedi Atti 18:12-16) - conferma la tarda datazione del libro.

 

“Fui rapito nello Spirito nel giorno del Signore”

Si tratta di un esperienza spirituale accordata da Dio al suo Apostolo; non fu una esperienza “indotta”.

Esperienze simili : Ezechiele 3:12 – 8:3 – 11:24 –2 Corinzi 11:2

Esistono  4 riferimenti a tale esperienza nel libro: Apocalisse 1:10 – 4:2 – 17:3 – 21:10

Il giorno del Signore è la Domenica

 

“come il suono di una tromba”

Lo squillo di tromba era nella tradizione ebraica un suono significante:

Esodo 19:16 era legato alla presenza di Dio sul Sinai …

 

alla partenza                                         Numeri 10:1-3 – 1 Tessalonicesi 4:16

alle convocazioni dell’assemblea                Numeri 10:7

alla battaglia                                         Numeri 10:9 – Giosuè 6:20       

 

“Quello che vedi, scrivilo in un libro”

Gesù comanda a Giovanni di mettere per iscritto la visione (Geremia 30:20)

Altre 11 volte troviamo nell’Apocalisse questo comando “scrivi”

 

e mandalo alle sette chiese: a Efeso, a Smirne, a Pergamo, a Tiatiri, a Sardi, a Filadelfia e a Laodicea”.

Non erano le sole chiese della provincia dell’Asia (es.Colosse e Ierapoli)

Il numero 7 è simbolo di completezza e le 7 chiese rappresentano la Chiesa nella sua completezza, la Chiesa di tutti i tempi è in esse rappresentata. (anche Paolo scrisse lettere a 7 diverse chiese).

 

La visione del “Figlio dell’uomo”

Apocalisse 1:12 Io mi voltai per vedere chi mi stava parlando. Come mi fui voltato, vidi sette candelabri d'oro

13 e, in mezzo ai sette candelabri, uno simile a un figlio d'uomo, vestito con una veste lunga fino ai piedi e cinto di una cintura d'oro all'altezza del petto.14 Il suo capo e i suoi capelli erano bianchi come lana candida, come neve; i suoi occhi erano come fiamma di fuoco;15 i suoi piedi erano simili a bronzo incandescente, arroventato in una fornace, e la sua voce era come il fragore di grandi acque.16 Nella sua mano destra teneva sette stelle; dalla sua bocca usciva una spada a due tagli, affilata, e il suo volto era come il sole quando risplende in tutta la sua forza

 

I 7 candelabri

L’immagine ricorda il candelabro del tabernacolo (Esodo 25:31) ma mentre questo era uno e aveva sette braccia nella visione ci sono 7 candelabri ognuno con la sua lampada accesa…

Il candeliere “strumento di luce” è simbolo della Chiesa , l’olio in esso contenuto dello Spirito Santo

Matteo 5:13-16

 

Dopo tanti anni Giovanni rivede il suo Maestro non più nelle vesti dell’umile falegname di Nazareth ma come

Il Signore della gloria – l’Alfa e Omega – “colui che è, che era e che viene, l'Onnipotente” – “Il Figlio dell’uomo”.

Daniele 7:13,14 – Marco 14:62

 

Il profeta Daniele ebbe una visione molto simile sulle sponde del fiume Tigri Daniele 10:5-12

 

la tunica e la cintura d’oro sul petto: probabilmente ricordano la veste del sommo sacerdote Esodo 29:5

Gesù è il Sommo Sacerdote che cammina in mezzo alla sua Chiesa…

 

i suoi capelli                  bianchi  simbolo dei giorni eterni del Signore e la neve della sua purezza Isaia 1:18

i suoi occhi                   di fiamma simbolo del giudizio che gli appartiene Deuteronomio 1:17     

i suoi piedi                    di bronzo incandescente simbolo della stabilità – affinata nel fuoco Salmo 66:12

la sua voce                  come molte acqua ha la maestosità di una grande cascata

nella sua mano              sono i 7 anziani responsabili delle 7 chiese (v.20) – Giovanni 10:28

nella sua bocca             esce una spada a 2 tagli simbolo della Parola di Dio – Efesini 6:17

nel suo volto                il bagliore del sole ricorda al discepolo l’esperienza fatta sul monte della trasfigurazione Matteo 17:1-2

 

Apocalisse 1:17 Quando lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli pose la sua mano destra su di me, dicendo: «Non temere, io sono il primo e l'ultimo, 18 e il vivente. Ero morto, ma ecco sono vivo per i secoli dei secoli, e tengo le chiavi della morte e del soggiorno dei morti.19 Scrivi dunque le cose che hai viste, quelle che sono e quelle che devono avvenire in seguito, 20 il mistero delle sette stelle che hai viste nella mia destra, e dei sette candelabri d'oro. Le sette stelle sono gli angeli delle sette chiese, e i sette candelabri sono le sette chiese.

 

"Posizione benedetta! Non siamo mai così tanto vivi come quando cadiamo morti ai suoi piedi" (Spurgeon)

 

Il “tocco della sua mano” è fortificante     Daniele 10:10

Il suono della sua voce è incoraggiante     Isaia 41:10                   

 

Le 3 parti del libro vengono enunciate:

1) Le cose che hai visto                                   Capitolo 1

2) Le cose che sono                                        Capitoli 2 e 3

3) Le cose che devono avvenire in seguito           Capitoli da 4 a 22

 

I 7 angeli

Il termine greco significa “messaggero”  e certamente i pastori delle 7 chiese erano  anche messaggeri da parte di Dio ; alcuni ritengono che siano veri e propri angeli preposti alla sorveglianza delle 7 chiese locali ma l’indirizzo delle lettere “all’angelo della chiesa scrivi…” ed il contenuto delle stesse fanno più pensare a dei credenti con delle responsabilità dei sentimenti dei pregi e dei difetti.

 
V.Mungai

 

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