Gli scandali e come affrontarli

Definizione ed etimologia del termine

Studio n.1


 

 

 

Aprendo il vocabolario, sotto la voce “scandalo” troviamo scritto:

1.   Sconvolgimento della coscienza, della sensibilità, della moralità altrui suscitato da atto o discorso contrario alle leggi della morale o del decoro. Atto, discorso o avvenimento che suscita sdegno o riprovazione.

2.   Clamore indesiderato attorno ad un avvenimento.

3.   Fatto che presenta aspetti contrastanti con la morale corrente e suscita interesse e curiosità nell’opinione pubblica.

                  Che cosa si intende nel mondo per scandalo? Si parla di giornali scandalistici, delle ultime mode scandalose, dei “benpensanti” che si scandalizzano... In tutto questo, si cerca come punto di riferimento la morale, cioè l’insieme dei principi etici che concernono il bene ed il male, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Ma chi stabilisce con assoluta certezza che cosa sono il bene e il male?

          Il bene e il male non dipendono dalla quantità di gente che li pratica. Inoltre, spesso è nelle piccole cose che si viene meno, come nella puntualità, nel rispettare il codice stradale, nel lavorare o nello studiare coscienziosamente, eccetera.

          Il passar del tempo, poi, sembra anche cambiare la morale. La società - diciamo fino a trent’anni fa - giudicava immorali alcuni comportamenti, come il fare uso di droghe, il divorzio, l’aborto, l’omosessualità, il turpiloquio; le nostre nonne neppure sotto tortura avrebbero indossato certi succinti capi d’abbigliamento oggi in voga, e i nostri nonni non avrebbero mai considerato sano e normale il figlio che avesse portato bracciali e orecchini o che fosse abituato a rientrare a casa a notte fonda. 

          Da un recente sondaggio di un famoso quotidiano sui “peccati della società moderna”, risultava che le persone interpellate al riguardo consideravano un peccato gravissimo l’evasione fiscale, mentre l’adulterio, la fornicazione e l’irreligiosità non comparivano nell’elenco.

          La morale di questo mondo si evolve continuamente, perché non è soggetta alle leggi divine, che sono fissate indelebilmente nella Bibbia. Noi stessi, purtroppo, ci dovremo stupire di quanto il prossimo futuro ci riserverà: pensiamo alla legalizzazione dell’eutanasia, dell’uso di ogni tipo di sostanze stupefacenti, degli esperimenti di clonazione umana o del “diritto a fare sesso” - perfino scriverlo fa male - dei bambini... la gente, dopo un primo sussulto di ribrezzo o - per dirla con il vocabolario - di “sconvolgimento della sensibilità”, comincerà a sopportare e ad accettare questi fatti come inevitabili e forse non se ne scandalizzerà più. Per tutto questo, sappiamo che Dio, molto presto, verrà “per giudicare tutti, e per convincere gli empi delle opere di empietà da loro commesse” (Giuda v. 15 NR). Noi cristiani non siamo dei “benpensanti”, quasi che la nostra morale fosse il risultato dei nostri buoni ragionamenti o di una nostra bontà. Non siamo neppure “all’antica”. Noi crediamo in un punto di riferimento infallibile e preciso: la Bibbia. Essa ci insegna la morale secondo Dio: “Io metterò le mie leggi nei loro cuori, e le scriverò nelle loro menti” (Ebrei 10:16). L’etica cristiana non si evolve nel tempo, ma resta conforme agli insegnamenti di Gesù. Ciò che scandalizzava Gesù, dovrebbe far indignare anche noi; ciò che non Lo scandalizzava, non dovrebbe turbare neanche noi. Dobbiamo pensare come Gesù pensava; anzi, poiché “Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno” (Ebrei 13:8) Egli non ha ancora cambiato le Sue opinioni; e “noi abbiamo la mente di Cristo” (I Cor. 2:16). La Chiesa del Signore non deve quindi cambiare idea – soprattutto riguardo ciò che è peccato.

Tornando al vocabolario, la prima definizione della parola scandalo è quella che ci interessa in questa trattazione, essendo la più aderente al suo significato originale. Il termine greco, usato 15 volte nel Nuovo Testamento, è Skandalon, che significa: offendere, ostacolare, cercare di far cadere. La parola originale indica letteralmente la parte mobile (un bastoncino o un grilletto) che innesca il meccanismo di una trappola. Il verbo Skandalizo compare 28 volte nel Nuovo Testamento, e per ben 20 volte è Gesù stesso ad usare questo termine. Scandalizzare significa dunque porre un ostacolo per provocare la caduta di un individuo, per deviarlo dal retto sentiero, per fargli perdere la fiducia in qualcuno o qualcosa, oppure per modificarne le opinioni.

La Bibbia usa la figura della pietra di inciampo (Romani 14:13) per raffigurare lo scandalo. Oggi forse useremmo la figura della mina vagante nel mare, sulla quale inaspettatamente va a sbattere un’imbarcazione con esiti disastrosi. Lo scandalo scoppia improvviso ed opera divisione, sgomento, ferite, dolori, e purtroppo conduce le persone deboli lontano da Dio. Dietro tutti gli scandali, come vedremo più avanti, c’è sempre l’astuzia diabolica dell’avversario di Dio.


Alberto Mungai

 

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