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Gli scandali e come affrontarli Scandali nell'Antico Testamento Studio n.5 |
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"Gran pace hanno quelli che amano la Tua legge, e non c’è nulla che possa farli cadere (letteralmente: scandalizzarli)” (Salmo
119:165)
La
Bibbia
è
bella
perché
è
vera.
Ci
narra
le
vicende
di
uomini
e
donne
che
credono,
amano,
combattono
e...
sbagliano.
Dio,
nella
Sua
infinita
sapienza,
non
ci
presenta
mai
degli
eroi
o
dei
superuomini,
ma
“uomini
sottoposti
alle
medesime
nostre
passioni”
(Giac.
5:17).
L’Antico
Testamento
ci
parla
di
un
uomo
di
Dio,
Abramo,
che
aveva
un
po’
troppo
timore
dei
re
stranieri,
e
in
due
occasioni
permise
che
la
moglie
Sara
fosse
corteggiata
prima
da
Faraone
(Genesi
11:14-19)
e
poi
dal
re
Abimelec
(Genesi
20:2-14).
In
entrambi
i
casi
vediamo
l’intervento
soprannaturale
di
Dio,
per
evitare
guai
ad
Abramo,
e
in
particolare
nell’ultimo
caso
notiamo
che
Abimelec
offrì
una
riparazione,
per
scongiurare
a
se
stesso
e
ad
Abramo
un
eventuale
scandalo
(Genesi
20:15,16).
Il
caso
di
Giuda
e
Tamar
(Genesi
38)
ci
mostra
come
la
minaccia
di
uno
scandalo
cambi
le
situazioni.
Tamar
sarebbe
stata
infatti
condannata
a
morte,
se
non
avesse
astutamente
esibito
il
sigillo,
il
cordone
e
il
bastone
di
Giuda:
le
prove
che
proprio
il
suocero
era
vergognosamente
responsabile
della
sua
gravidanza.
Il
comportamento
del
re
Davide,
che
commise
adulterio
ed
omicidio,
fu
duramente
condannato
dal
profeta
Nathan,
in
particolare
per
questo
motivo:
“tu
hai
data
ai
nemici
dell’Eterno
ampia
occasione
di
bestemmiare”
(II
Sam.
12:14).
Oh,
Signore
Dio
nostro,
non
permettere
mai
che
il
nostro
comportamento
sia
di
scandalo
per
il
mondo!
Se
un
servo
di
Dio
cade,
il
mondo
peccatore
si
rallegra,
perché
pensa
di
aver
trovato
una
buona
scusa
per
continuare
a
giacere
nelle
tenebre.
Qualcuno
potrebbe
osservare
che
Dio
ha
poi
perdonato
Davide.
Sì,
ma
le
conseguenze
del
suo
folle
comportamento
furono
nefaste.
Perse
il
bambino
avuto
da
Bath-Sheba
con
quella
relazione
illecita;
perse
il
rispetto
dei
suoi
figli,
che
sfociò
fra
loro
in
liti
omicide;
perse
momentaneamente
perfino
il
regno,
per
la
ribellione
di
suo
figlio
Absalom
e
dovette
fuggire
precipitosamente
da
Gerusalemme...
anni
di
sofferenze
per
un
istante
di
pazzia.
Il
Salmo
51
esprime
tutta
l’angoscia
del
cuore
di
Davide
per
la
sua
situazione
scabrosa,
ma
anche
la
sua
fede
nell’Unico
che
poteva
purificarlo
dal
peccato.
Davide
avrebbe
potuto
evitare
tutto
questo,
se
anziché
starsene
in
colpevole
ozio
fosse
stato,
come
dovuto,
alla
testa
del
suo
esercito
(II
Sam.
11:1,2).
Da
questi
esempi
poco
edificanti
sappiamo
che
la
Bibbia
non
nasconde
le
miserie
morali
dell’umanità,
neanche
nel
percorso
della
“storia
sacra”.
Questo,
come
detto,
per
insegnarci
a
guardare
ad
un
solo
esempio
perfetto:
Cristo
Gesù.
Se
gli
scandali
hanno
per
oggetto
soprattutto
la
violazione
della
legge
divina
riguardo
i
rapporti
intimi
fra
uomo
e
donna,
non
mancano
gli
scandali
morali
legati
alla
violazione
delle
leggi
religiose.
I
figli
di
Eli
(II
Sam.
2:12-17)
scandalizzarono
il
popolo
d’Israele
a
motivo
della
loro
carnale
ingordigia,
per
cui
“la
gente
sprezzava
le
offerte
fatte
all’Eterno”.
Per
queste
malvagie
azioni,
furono
rimossi
e
al
loro
posto
sorse
Samuele.
I
sacerdoti
stessi
vennero
più
volte
ripresi
dai
profeti
(Mal.
2:8).
Ci
sarebbero
tanti
e
tanti
altri
esempi,
ma
questi
sono
già
sufficienti
per
farci
capire
come
il
cuore
dell’uomo
sia
sempre
lo
stesso,
dal
giorno
della
caduta
di
Adamo
ed
Eva
fino
ad
oggi,
cioè
“insanabilmente
maligno”
(Geremia
17:9).
“Non
v’è
alcun
giusto,
neppure
uno.
Non
v’è
alcuno
che
abbia
intendimento,
che
ricerchi
Dio”
(Romani
3:11,
dove
Paolo
non
fa
che
citare
il
Salmo
14:
vale
a
dire,
il
tempo
non
migliora
l’uomo).
Proprio
l’opposto
di
quello
che
il
mondo
vorrebbe
sentirsi
dire!
Nonostante
tutti
abbiano
sotto
gli
occhi
il
deplorevole
stato
in
cui
versa
l’umanità,
particolarmente
per
l’effetto
“grancassa”
dei
media,
ancora
ci
si
ostina
a
parlare
della
bontà
intrinseca
dell’uomo
e
delle
possibilità
di
redenzione
che
potrebbe
trovare
in
sé.
Dio
ha
mandato
Gesù
per
redimerci!
Pensare
di
salvarsi
con
i
propri
sforzi
è
come
la
storiella
di
quel
tale
che,
precipitando
nel
vuoto,
pensò
di
arrestare
la
propria
caduta
afferrandosi
per
il
colletto
della
camicia.
Occorre
un
intervento
esterno
per
fermare
la
caduta:
quello
della
mano
del
Signore.
Alla
base
degli
scandali
antichi
e
moderni
c’è
anche
la
disattenzione
all’avvertimento:
“Vegliate
e
pregate,
affinchè
non
cadiate
in
tentazione;
ben
è
lo
spirito
pronto,
ma
la
carne
è
debole”
(Marco
14:38).
Ieri,
come
oggi
e
in
futuro,
echeggiano
forti
le
parole
di
Gesù:
“Guai
al
mondo
per
gli
scandali!”.
Alberto Mungai
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