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Gli scandali e come affrontarli Pietro e i suoi scandali Studio n.6 |
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C’è un personaggio
basilare nel Nuovo Testamento, un discepolo del Signore che
ispira una naturale simpatia: Simone detto Pietro. Ne dobbiamo
parlare con tanto affetto, perché Pietro ci assomiglia tanto, nei suoi
slanci di fede come nelle sue debolezze
umane. Nel contesto di questo studio,
esaminare la sua condotta potrà esserci d’aiuto.
Pietro amava Gesù. Dal primo giorno che l’aveva
incontrato, la sua vita era cambiata: “Da ora innanzi sarai pescator
d’uomini” (Luca 5:10). Stiamo parlando di un uomo che
aveva un lavoro, una casa, una famiglia, eppure fu disposto a
lasciare ogni cosa pur di seguire il
Maestro. Gesù conosceva bene il suo cuore, e lo scelse fra i
dodici apostoli (Matteo 10:2).
Fece esperienze esaltanti, come quella di
essere l’unico uomo - finora almeno così mi risulta - oltre
Gesù, a camminare sulle acque (Matteo 14:29), e di essere testimone oculare
della trasfigurazione (Matteo 17:1-8). Nel capitolo 16 di Matteo, dai versi
13 al 23, troviamo che fu il primo a dire chiaramente che Gesù era il
Cristo promesso, il Figlio di Dio, e per
questo Gesù lo chiamò beato. Restiamo
perciò sorpresi quando, appena dopo la
sua straordinaria confessione, Gesù
lo chiama satana (cioè avversario,
oppositore). Che cosa era successo? Subito d opo la
testimonianza di fede di Pietro, Gesù cominciò a parlare della
Sua morte e risurrezione. Pietro si sentì autorizzato - non aveva appena
ricevuto le chiavi del Regno dei Cieli? - a rimproverare il
Signore: “Tolga ciò Iddio, Signore, questo non ti avverrà mai”.
Pietro stavolta non sapeva quello che diceva: stava
esattamente in opposizione alla volontà di Dio. “Ma
Gesù, rivoltosi, disse a Pietro: Vattene via da me, Satana; tu mi sei di
scandalo. Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini”.
Gesù riconobbe una trappola dell’avversario nelle parole, forse
ingenue, di Pietro. Questo ci deve insegnare,
come diceva qualcuno... ad azionare il
cervello prima di parlare! Pietro era sì spontaneo
e romantico, ma il suo carattere sanguigno lo portò anche in altri casi
a fare affermazioni e poi a smentirle
clamorosamente con i fatti. Purtroppo aveva la disdicevole
abitudine di contraddire il Signore. Durante l’ultima
cena, lo sentiamo esclamare: “Tu non mi laverai mai i piedi! E Gesù
gli rispose: Se non ti lavo,non hai Meco parte alcuna. E Simon Pietro:
Signore, non soltanto i piedi, ma anche le mani e il capo!” (Giov.
13:8,9). Dopo la Cena, nell’uscire, Gesù affermò: “Questa notte voi
tutti avrete in me un’occasion di caduta (lett. uno scandalo) ... Ma
Pietro rispondendo, Gli disse: Quand’anche tu
fossi per tutti un’occasion di caduta (lett. uno
scandalo), non lo sarai mai per me. Gesù gli disse: In verità
ti dico che questa stessa notte, prima che il gallo canti,
tu mi rinnegherai tre volte. E Pietro a Lui: Quand’anche mi convenisse
morir Teco, non però Ti rinnegherò” (Matteo 26:31-35). Povero
Pietro, quanto ancora doveva imparare sulla sua fragile natura!
Quante lacrime verserà dopo
il suo rinnegamento! Certo, il Pietro
riabilitato dopo la risurrezione di Gesù e battezzato col fuoco
il giorno della Pentecoste, quanto ci appare diverso (Atti 2).
Qualcosa del suo vecchio
carattere riemerge nell’episodio di
Cornelio (Atti 10). Il Signore dovette convincerlo
con una visione ripetuta tre volte, prima di fargli accettare l’invito -
scandaloso per un Giudeo -di entrare in casa
di pagani (Atti 10:28). Però
finalmente vediamo un Pietro
che ha imparato a non scandalizzarsi di tutto.
E noi, l’abbiamo già imparato? Questo è l’argomento basilare del prossimo capitolo. Alberto Mungai
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