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Le scelte Studio n. 8 Scegliere di essere te stesso
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Il problema più grande che deve affrontare il giovane
cristiano oggi è il contrasto fra una cultura edonistica
dominante e onnipresente, e l'insegnamento sobrio e saggio
delle Scritture. In questo studio esamineremo particolarmente
due giovani della Bibbia, Giuseppe e Sansone, e il loro
combattimento con la cultura pagana del loro tempo. Cercheremo
ad ogni passo di applicare ad oggi le considerazione fatte.
LA VISIONE O LA PROMESSA
1. Giuseppe ebbe una visione di gloria futura cfr. Gen.37:5-11 2. Sansone ebbe una promessa di gloria futura cfr Giud.13:5
Promesse di Dio per noi:
1. Dio avrà cura di noi materialmente cfr Matt.6.33,34 2. Avremo un compiuto senso di vita cfr. Giov.4:14 3. Saremmo liberi da vizi e schiavitù varie cfr. Giov.8:31 4. Avremo vita in abbondanza cfr. Giov.7:38; 10:10 5. Avremo pace in mezzo alle tribolazioni cfr. Giov. 14:27; 16:23 6. Una vita salda in mezzo alle intemperie cfr. Salmo 1:3, Matt.7:25 7. La vita e la gloria eterna cfr. Giov.3:36 ecc. 8. Tutto ciò che ci accade è nelle sue mani cfr. Rom.8:28
E così via. Ma queste promesse sembrano oggigiorno ai giovani della chiesa poca cosa rispetto alla "libertà" o al "divertimento" dei giovani del mondo. E ciò è accaduto anche per uno dei nostri due esempi. La loro scelta era: restare fedeli alla loro visione o promessa o compromettersi con la cultura pagana.
LA TENTAZIONE
1. Giuseppe fu portato schiavo in Egitto, lontano da casa in un ambiente ostile. La sua visione sembrava lontanissima. Gen.37:20 ascoltiamo la voce del diavolo: "vedremo che ne sarà dei suoi sogni". E' provato dall'esilio in Egitto, dalla solitudine, dal dispiacere ecc. Ma Dio era con lui! (Gen. 39:2). La più grande tentazione era in agguato (39:10). La tentazione avviene ogni giorno. Si noti che Giuseppe non acconsentì neppure a stare vicino alla moglie di Potifar.
2. Sansone invece stava con la tentatrice Delila. Anche
lui è tentato dal piacere. Si noti che nessuna durezza era
riuscita a piegare Sansone. (Giud.16:16). Ogni giorno Sansone era premuto e tormentato da Delila, finché le aperse il cuor suo. Pensava di poterla controllare, di cavarsela comunque, ma si sbagliava tragicamente (v. 20).
Anche noi siamo oggi tentati dal piacere. Viviamo in una società dominata dal piacere (II Tim.3:1-5). Violenza e piacere. In realtà, purtroppo, anche la violenza è una forma perversa di piacere.
La cultura del piacere viene inculcata attraverso quattro canali principali:
1. La televisione
2.
La letteratura 3. La musica 4. Gli amici
Fare esempi con riviste ecc.
La
mentalità della gente è descritta da Paolo in Efes. 4:17-19.
Consideriamo
alcune frasi:
v. 17 Vanità dei loro pensieri. Nel greco menti. Vanità: mancanza di verità, perversità, depravazione, fragilità, debolezza, vacuità, inutilità. Mente: la facoltà di percezione, comprensione e discernimento.
In altre parole, la gente non ha alcun criterio valido di giustizia o di santità nel percepire la realtà e discernere il bene e il male.
v. 18 Intelligenza ottenebrata. L'uso dell'intelligenza manca di ogni sensibilità. Nasce nelle tenebre per le tenebre. Estranei alla vita di Dio. Ignoranza che è in loro. Non sanno nulla della luce. Indurimento del cuor loro.
v. 19 Perduto ogni sentimento. Non sentono più dolore o rimorso! Si sono abbandonati alla dissolutezza Commettere ogni sorta di impurità con insaziabile avidità
L'odierna cultura basata sul piacere produce nei suoi programmi, libri, musica delle persone che rispondono alla descrizione di Paolo.
Paolo continua dicendo "Ma quanto a voi, non è
così che avete imparato Cristo" Il credente deve tagliare nettamente con la cultura del
mondo. E come?
La risposta si trova nel v. 23 "Rinnovati nello spirito della VOSTRA MENTE" cfr. Rom.12:2. La nostra capacità di capire, percepire, e sentire la realtà deve essere diversa. E non può essere diversa se la nutriamo con la cultura del mondo!
mondo.
E come?
La risposta si trova nel v. 23 "Rinnovati nello spirito della VOSTRA MENTE" cfr. Rom.12:2. La nostra capacità di capire, percepire, e sentire la realtà deve essere diversa. E non può essere diversa se la nutriamo con la cultura del mondo!
Prosegue l'epistola evidenziando i rapporti nuovi tra fratelli. Ritorna di nuovo sul rapporto con la cultura del mondo in Ef. 5:3,4.
"Né
fornicazione, né alcuna impurità SIA NEPPURE NOMINATA FRA VOI". Come possiamo
conciliare quel versetto con gran parte di ciò che vediamo,
ascoltiamo o leggiamo? Paolo è perentorio al vs 7. "NON
SIATE DUNQUE LORO COMPAGNI". e ancora nei vs 11,12.
Ciò che mettiamo nelle nostre menti ci renderà o incalliti e insensibili alle cose di Dio e capaci solo di percepire i valori del mondo; o sensibili alla voce di Dio e al suo amore per noi e per gli altri. Se noi continuiamo a guardare persone che commettono adulterio, diventeremo insensibili all'adulterio. Se continuiamo ad ascoltare musica che incita alla violenza, saremo insensibili alla violenza. E saremo anche insensibili alle cose che Dio ci dice riguardo all'adulterio e alla violenza.
Giuseppe e Daniele non furono compagni della cultura pagana (Dan. 1:8) e percepirono sempre la voce di Dio. Sansone non la percepì più, perché preferì la compagnia del mondo a quella dei Dio (Giud. 16:20).
LA
CONSEGUENZA
1. (Gen. 41:40) Giuseppe è fatto viceré sopra la casa di Faraone. Sopra la sua cultura, un vincitore. E coloro che lo avevano deriso si inchinarono davvero davanti a lui.
2. (Giud. 16:21) Sansone è cieco, legato, schiavo dei Filistei.
Giuseppe e Daniele (Dan. 1:17-21) seppero resistere alla cultura pagana e realizzarono appieno le promesse di Dio; Sansone si lasciò attirare dalla cultura e ne fu vinto. Solo in minima parte riuscì a realizzare le promesse di Dio. Per noi, tanto più resisteremo alla cultura del mondo, tanto più realizzeremo le promesse di Dio, e saremo, come Daniele, chiamati al servizio del Re. In Dio scopriamo la nostra vera identità.
CONSIGLI PRATICI
1. Attenzione a ciò che leggiamo, guardiamo o ascoltiamo. Dobbiamo avere il coraggio di tagliare quando sappiamo che propongono cose nocive per la nostra mente. Siamo sensibili alla voce dello Spirito Santo e della coscienza.
2. Coltivare la preghiera e la lettura della Bibbia.
3. Confidatevi con il responsabile del gruppo giovanile, o con il pastore e/o con le loro mogli (per le ragazze). Non immaginate neanche quanto vi amino e soffrano e preghino per voi!
4. Frequentare il più possibile gli altri giovani (buoni) della chiesa. Che diventi il gruppo giovanile la vostra compagnia. Qualora non ci siano giovani nella comunità, uniamoci agli anziani, che hanno un tesoro di esperienza!
5. Coltivare la lettura di libri buoni (soprattutto cristiani!)
6. Come gruppo fate attività: una pizza, gite, giochi, corali, ecc. Stare insieme ai credenti fa passare la voglia di stare con gli increduli.
7. Come gruppo svolgete attività spirituali quali preghiere e studi.
8. Imparate a pregare con gli amici della chiesa.
9. Come gruppo, proponetevi degli obiettivi: di evangelizzazione, di portare altri amici al gruppo, di visite negli ospedali o agli anziani ecc.
10. Scoprite i vostri talenti: pratici, musicali o di studio ecc. e coltivateli.
…Nonostante tutto ciò, vi troverete spesso a guardare i vostri coetanei, pensando che hanno molta più libertà di voi. Qualche volta capirete che la loro felicità è fittizia, che costruiscono una casa sulla sabbia, in altri frangenti li invidierete. Qui dovrete dimostrare la vostra fedeltà al Signore. Qualche volta dovrete anche voi, come Daniele, mangiare legumi quando gli altri mangiano le vivande e bevono i vini del re “mondo”. Ma ricordatevi che poi Daniele fu invidiato da chi si nutriva delle carni del re, Giuseppe fu invidiato da chi lo aveva venduto schiavo e messo in carcere. Sansone invece fu deriso. E tu?
Provocazione finale: Ti farai plasmare dal mondo o dal Signore?
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G.Rozzini/A.Mungai
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