Virtù cristiane

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Studio n. 11   LA FERMEZZA

 


 

 

 

            Definizione.

             La fermezza è caratteristica del cristiano sicuro e forte, che “sa in Chi ha creduto” (II Tim. 1:12). Essere fermi significa non spostarsi dalle proprie posizioni morali, dottrinali, spirituali. In una battaglia o nella società, ci vuole tempo per acquisire una posizione: la fermezza consente di mantenerla. Al contrario della persona ferma, c’è quella instabile ben raffigurata dal “Pieghevole” del Pellegrinaggio del Cristiano: costui un momento crede con entusiasmo, per smentirsi subito dopo (Ef. 4:14). La fermezza è richiesta dal Signore (Es. 14:13,14; II Cron. 20:17) ed Egli onora quelli che gli sono così fedeli (Dan. 3:17,18; 6:10).

           

            L’esempio perfetto: Gesù.

             Gesù non vacillò mai. Rimase fermo nella sua santità, quando fu tentato dal diavolo (Matt. 4:10,11), quando rifiutò gli onori della gente (Giov. 6:15), quando fu nel Getsemani (Matt. 26:42), quando fu picchiato brutalmente (Matt. 26:67), quando gli posero la corona di spine sul capo (Matt. 27:29), quando lo inchiodarono alla croce (Matt. 27:42). Gesù ci dimostra che la fermezza è diversa dall’eroismo: l’eroe compie un atto nobile, mentre la fermezza conduce a una vita nobile. Impariamo dal nostro Maestro, il Figlio di Dio!

  

            Il termine originale greco.

        Ci sono tre espressioni greche per indicare la fermezza: 

·      hedraios = fermo, inamovibile, seduto. Dà l’idea della inamovibilità, quasi della testardaggine (Col. 1:23; I Cor. 15:58).

·      bebaios = stabile, fermo, sicuro, affidabile. Dà l’idea dello stare in piedi, della sicurezza (Rom. 4:16; Eb. 3:6,14).

·      stereos = saldo, fermo, potente, forte. Qui si ha l’idea della solidità e della potenza      (I Pietro 5:9).  

  

            Alcune considerazioni.

             La mancanza di fermezza è una caratteristica della chiesa degli ultimi tempi. La disciplina e la severità personale sono diventate una rarità, e le comunità ne risentono sia come esempio sia come santità. Dal punto di vista dottrinale, si stanno affermando i nostri punti di vista personalissimi come anche falsi insegnamenti. Più che mai resta valido l’appello di Giuda (v. 3). Perdere le posizioni conquistate a prezzo di tanti sacrifici nel corso dei secoli significa disprezzare le fatiche dei pionieri della fede (Giov. 4:38). Restiamo perciò saldi nella fede, fermi nel Signore, determinati a raggiungere l’obiettivo che ci siamo preposti (I Pietro 1:9).

Alberto Mungai

 

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