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Virtù cristiane Ministudi Studio n. 3 LA COMPASSIONE
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Definizione. La compassione è caratteristica del cristiano che assomiglia al suo Signore (Matteo 18:27). La parola significa letteralmente soffrire insieme (Rom. 12:15). Essere compassionevoli significa dunque immedesimarsi, calarsi nel dolore altrui, provare autentici sentimenti di solidarietà. La compassione vera nasce dall’amore di Cristo versato nei nostri cuori, e si manifesta con una incontenibile spinta d’amore verso il prossimo.
L’esempio perfetto: Gesù. Il ministerio di Gesù fu compassionevole (Matt. 11:28). Egli ha compassione delle nostre debolezze (Eb. 2:18; 4:15); dei peccatori smarriti a motivo del loro peccato (Matt. 9:36); delle persone afflitte e bisognose di consolazione (Luca 7:12,13; Giov. 11:32-36); degli ammalati (Matt. 14:14); dei poveri e dei bisognosi (Marco 8:2,3). Quant’è grande il cuore di Gesù! Egli può accoglierci tutti ed amarci allo stesso modo, cioè totalmente e perfettamente. Egli non solo soffre con noi, ma ha sofferto per noi sulla croce.
Il termine originale greco. Il termine tradotto compassione è nell’originale splagchnizomai. Questa parola indica il movimento dei sentimenti più profondi, che per gli ebrei erano localizzati nelle viscere (Ger. 31:20; Osea 11:8). La compassione è dunque qualcosa che ci coinvolge, che ci impedisce di restare indifferenti, e nel contempo dà la misura della nostra pietà.
Tre parabole del Signore sulla compassione. 1. La parabola del figlio prodigo illustra l’amore di Dio Padre per il peccatore che torna a Lui pentito (Luca 15:18-20). 2. La parabola del buon Samaritano illustra l’amore verso il prossimo, che si manifesta con la disponibilità a cambiare i propri progetti pur di esercitare la misericordia (Luca 10:30-37). 3. La parabola del servitore spietato ci mostra come la compassione di Dio per noi debba motivare la nostra compassione per gli altri (Matteo 18:21-35).
Conclusione. Abbiamo imparato la compassione di Gesù? O desideriamo solo essere compatiti? Sì, Dio ha sempre compassione di noi (Isaia 49:15; Sal. 51:1). A che punto è la nostra compassione per gli altri?
Alberto Mungai
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