Virtù cristiane

Ministudi

Studio n. 4   LA CONCRETEZZA

 


 

 

         Definizione

          La concretezza è l’essere strettamente legati alla sostanza delle cose, l’opposto dell’apparenza, cioè la forma esteriore, che però spesso non corrisponde alla realtà interiore.

Parleremo perciò di cristiani maturi in sostanza, contrapposti a cristiani di apparenza. La facciata esteriore della nostra vita è quello che i nostri sensi percepiscono; ma Dio valuta al di là di questa facciata (I Sam. 16:7). Dio è l’Unico che non giudica dall’apparenza, perché conosce i cuori (Giob. 34:19; Sal. 73:20; Is. 11:3).

Gesù non è impressionato dalle apparenze (Matt. 22:16), anzi, svela le incongruenze dei falsi religiosi (Matt. 23:27). La religiosità che si manifesta solo in forme esteriori è condannata in tutta la Bibbia (II Tim. 3:5) e prima o poi viene svelata (Giac. 1:11).

 

         L’esteriore e l’interiore.

        

L’ideale sarebbe essere fuori ciò che si è dentro. In realtà, noi tutti offriamo una visione parziale di noi stessi a quanti ci circondano, perché solo Dio ci conosce a fondo (II Cor. 5:11). L’essere interiore deve essere rinnovato e fortificato (II Cor. 4:16; Ef. 3:16), con l’obiettivo di mostrare al mondo l’opera che Cristo ha compiuto dentro di noi.

Una sincera fede interiore (II Tim. 1:5) produrrà necessariamente un frutto esteriore (Matt. 7:16-20). 

  

Dio vuole in cristiani concreti e maturi:

 

·     Frutti saporiti (Matt. 12:33)

·     Molto frutto (Giov. 15:5)

·     Frutti che li distinguano (Giov. 15:8)

·     Frutti di santificazione (Rom. 6:22)

·     Il frutto dello Spirito Santo (Gal. 5:22)

·     Frutto di opere buone (Col. 1:10)

·     Frutti di lode al Suo nome (Eb. 13:15), ad esempio nella prova e nella malattia

 

         E io?

        

Com’è la mia vita? Sono un credente apparentemente o lo sono profondamente? Sono cristiano solo quando mi vedono i fratelli, o anche quando nessuno mi vede, quando sono nel mondo, a contatto della società pagana? Sto portando frutto alla gloria di Dio? Ricordiamoci la parabola del fico sterile (Luca 13:9).

Il cristianesimo che non è concreto ha poco valore. “Un briciolo di pratica val più che una tonnellata di teoria”. Ecco perché alle promesse che facciamo al Signore devono seguire poi i fatti. Signore, aiutaci!

 

Alberto Mungai

 

 

 

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