Virtù cristiane

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Studio n. 5   LA COSCENZIOSITA'

 


 

 

 

Dovendo rivolgermi particolarmente a dei giovani, ho pensato di trasmettervi un pensiero-studio biblico. Non so se riuscirete a leggerlo integralmente, al limite traetene un sunto. Ragazzi, impegnatevi al massimo per il Signore, c’è un sacco di lavoro da fare!

 

            Definizione.

             La coscienziosità è la capacità di ascoltare la propria coscienza e conformarsi attivamente e positivamente ad essa. Bisogna pertanto definire la coscienza: da qualcuno è stata chiamata “la voce di Dio” che chiama al rispetto delle norme morali di condotta stabilite da Dio e si fa sentire in ogni creatura umana (Rom. 2:15). Occorre però ricordare che la coscienza non basta per conoscere Dio e vivere una vita retta: infatti, essa è stata contaminata dal peccato e non è più, per così dire, pienamente affidabile. Ci sono milioni di persone che commettono peccati di ogni sorta senza per questo sentirsi ripresi dalla loro coscienza, perché “tanto fanno tutti così”. In queste persone, a causa delle proprie esperienze negative e dei propri peccati, la coscienza si è “cauterizzata” (I Tim. 4:2 - il termine greco per segnati di un marchio è proprio kauteriazo), è come una cicatrice nella loro anima. Perché la coscienza degli uomini possa risensibilizzarsi e tornare a svolgere pienamente la funzione di guida e discernimento fra bene e male, occorre che la “voce di Dio” giunga all’uomo per mezzo della Sua infallibile Parola, la Bibbia, ed operi il miracolo della rigenerazione. Solo a questo punto si può dire di avere una buona coscienza (Atti 23:1; 24:16; Ebrei 13:18).

            

            Il termine originale greco.

             Il termine originale greco tradotto con coscienza nel Nuovo Testamento è suneidesis, che indica appunto la capacità di distinguere fra il bene e il male, di approvare il primo e condannare il secondo, e la consapevolezza di sè. Questo termine compare nel Nuovo Testamento per 32 volte, ed è una parola composta che letteralmente significa: vedere o conoscere insieme. Potremmo dire che l’uomo coscienzioso è colui che vede le cose insieme a Dio, con gli occhi Suoi, e che si regola di conseguenza (Matteo 6:22,23).

  

            Esempi negativi.

 ·      Ghehazi (II Re 5:20, 26)

·      Davide (II Samuele 12:5-7)

·      Giuda (Matteo 26:16,24,25,48,49)

 

 

            Esempi positivi.

 ·      Giuseppe (Genesi 39:7-10)

·      Davide (I Samuele 24:5-13)

·      Paolo (II Tess. 3:6-8)

  

            Essere credenti coscienziosi

             Che cosa significa oggi essere dei cristiani coscienziosi? 

            Prima di tutto, significa obbedire alla volontà di Dio secondo la Sua Parola, ed essere sensibili alla voce interiore dello Spirito Santo. Troppo spesso abbiamo bisogno continuamente di qualche fratello o sorella che funga per noi da Grillo parlante come nella famosa fiaba di Pinocchio. Oh, grazie a Dio per i fratelli che ci spronano a seguire il Signore, ma come facciamo quando non abbiamo nessun credente vicino a noi? Dobbiamo necessariamente imparare a riconoscere la Voce del Buon Pastore (Giov. 10:3,4).

             In secondo luogo, significa sentirsi coinvolti e impegnati, avere iniziativa. Una persona coscienziosa sul proprio lavoro è non soltanto corretta e onesta, è anche propositiva. Hai delle idee, delle proposte? Perché non ne fai partecipe il pastore e gli anziani di chiesa? Forse hai un talento per la musica, per il disegno, per la cura dei bambini o degli anziani, forse sai scrivere bene... Metti te stesso a disposizione con le tue capacità! Non aspettare che facciano gli altri ciò che Dio vuol far fare a te (Atti 16:9,10). In ogni cosa, lavora in armonia con la tua comunità, perché avere iniziativa non significa porsi sopra un piedistallo!

             Infine, essere coscienziosi significa fare bene le cose. Quello che fai, fallo come per il Signore (Col. 3:23). Non fare nulla superficialmente, di mala voglia, nè nel tuo lavoro secolare nè tantomeno nelle cose spirituali. Dai sempre il meglio di te, sii scrupoloso, attento, premuroso, saggio, solerte; evita le situazioni scabrose e rischiose, fuggendo il male. Non essere perciò pigro o distratto o peggio ancora ozioso (II Pietro 1:5-8). Non metterti neanche a fare troppe cose contemporaneamente, se ti rendi conto (nonostante i tuoi buoni propositi) di farle svogliatamente o male. In questo caso, chiedi aiuto al Signore in preghiera perché moltiplichi le tue forze, oppure susciti altri fratelli e sorelle per svolgere i compiti che tu non riesci a sostenere (Esodo 18:18,25). 

             Essere credenti coscienziosi ci porterà a dare una buona testimonianza al mondo, perché la fede deve portarci ad agire di conseguenza (Matteo 5:16

 

Alberto Mungai

 

 

 

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